venerdì 30 gennaio 2015

Sabbie mobili

Ieri sera mi stavo preparando per andare ad una cena di compleanno.
Accantonata l'idea di mettere un vestito causa freddo, ho optato per jeggings, maglioncino e stivaletti con il tacco.

"Mamma, come sto così?"
"Girati... Non so, forse avrei messo una maglia un po' più lunga"
"Dici che mi effetto cotechino sulle gambe?"
".....No, è che mi fai un po' impressione. Normalmente ti infagotti con i vestiti, è da tanto che non ti vedo vestita più attillata e si nota tanto la magrezza...".

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L'altra sera dallo psicologo stavo parlando al gruppo della visita dalla nutrizionista (non ne avevo ancora avuto modo), e delle mie paure riguardo al risultato della bioimpendenziometria e delle analisi.
Un ragazzo mi fa "vabbè, ma non mi sembri così magra, sei normale".
(Lo ammetto, mi ha fatto male ed il pensiero spontaneo è stato "allora non è vero che non posso più dimagrire, potrei essere più magra").

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Opinioni esterne contrastanti riguardo al mio fisico, lotta interna nella mia testa tra la consapevolezza razionale di avere 2,6 kg di grasso totali addosso, che non possono diminuire se non con gravi conseguenze per i miei organi, e l'immagine che mi rimanda lo specchio, che mi mostra cosce sempre troppo tornite e fondoschiena sempre troppo grosso.

Continuo a non riuscire a mangiare più di 1000 calorie nel giorni normali.
Di conseguenza, continuo a ritrovarmi nell'abbuffata settimanale.
Abbuffata da fame, me ne rendo conto, in quanto non cambio minimamente l'alimentazione in base alle attività quotidiane.
Infatti se stando a casa a studiare con 1000 calorie non "accumulo fame", nelle giornate piene della serie "nuoto + commissioni + ripetizioni + studio + impegni vari", 1000 calorie mi portano ad accumulare fame.
E dopo qualche giorno, all'abbuffata.

Che poi ormai neanche me ne preoccupo più perché so che con quel giorno in cui raggiungo le 1800-2000 calorie mi sazio per giorni e che per una settimana non sento più il bisogno di mangiare oltre il mio "basic";
mantengo il peso, scendo anche di qualche grammo, settimana dopo settimana.
Quindi starei bene così, lo ammetto.

Ma non è giusto e io non faccio miglioramenti.
Ma ho paura di aumentare... E se poi mi abbuffo lo stesso e inizio ad ingrassare?

Chiudo questo post stupido e banale, so che non dico nulla di nuovo e che la soluzione sarebbe limpida, che basterebbe mettere da parte queste fottute paure.
Ma voglio essere sincera e ve lo dico, nonostante qualche piccola vittoria nella vita (ricominciare ad uscire un po' la sera, riuscire ad esprimermi di più con le persone), sul fattore cibo sono ancora impantanata nelle sabbie mobili.

6 commenti:

  1. Non c'è proprio alcunché di stupido e banale in ciò che scrivi.
    Valutare il proprio percorso e affrontare gli eventuali insuccessi o disagi è sintomo di maturità e coraggio, ben più del trincerarsi dietro l'ipocrisia verso se stessi.

    Sei seguita dalla nutrizionista, e ovviamente è con lei che puoi e devi discutere tutti i dubbi in merito, ma...
    ... così, da profana - il mio disturbo è sempre stato di tipo prettamente restrittivo - mi vien fatto di chiederti: e se anziché lasciare campo libero all'abbuffata tu scientemente ti dicessi: "d'accordo, oggi mi concedo libertà, mangiando ciò che mi va e cercando di gustarmi ogni cosa... tanto più che so che non avrà alcun impatto sul mio peso e sul mio benessere".
    Dall'abbuffata alla concessione c'è un mare di differenza, lo sai ;-)

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  2. Non è banale quello che scrivi.
    la questione abbigliamento, per esempio, mi tocca da vicino. Io misuro il mio benessere in base a quanto me la sento di osare quando mi metto in tiro per uscire a cena o andare a qualche festa. Penso sia un modo concreto ma efficace per misurare il grado di autostima, che non va sempre di pari passo con la diminuzione del peso. Quest'autunno, ad esempio, benché pesassi più di quanto peso ora, mi vedevo più bella allo specchio e mi sono comprata parecchie cose che in questo periodo non sto più mettendo, nonostante abbia comprato altre cose che spero di avere il coraggio di mettere con l'arrivo della primavera, quando mi sentirò un po' meglio con me stessa. Secondo me è positivo che tu non voglia più infagottarti nei vestiti e ti senta a tuo agio anche con qualcosa di attillato, e le opinioni altrui sono secondarie.
    Per quanto riguarda il fattore cibo, sono d'accordo con Christiane: 2000kcal non sarebbero neanche un'abbuffata se tu decidessi di volerti concedere uno sgarro, l'abbuffata è data da come mangiamo più che da quanto mangiamo.
    Un abbraccio!

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  3. Dai l'hai scritto anche da me che gli uomini non capisco, quando avevo scritto che Mike aveva detto che non ero tanto diversa (e invece ho perso 14kg)! ;)
    Fai cmq sport quindi questo ti ha fatto mantenere un corpo cmq tonico e armonioso, ci sta che persino che non sei una che arriva da settimane di digiuno sciupandosi la pelle e il fisico..
    Poi non so se é un gruppo di sostegno in generale o proprio sui dca, e poi ognuno ha il suo percorso non dovrebbero giudicare gli altri..
    Insomma ha fatto un commento non opportuno su una cosa che non sa, non dargli peso..

    Mi dispiace molto x queste abbuffate da fame, prova a concederti ogni giorno qualcosa in più del solito, sei alta e fai sport se arrivi a 1200cal sarebbero cmq ancora poche x te ma già quel qualcosa in più..

    Fai bene a essere così lucida, a non raccontarti balle, credo che sia una buona base di partenza :)

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  4. Nel ricordare quell'episodio ho pensato proprio a te, Raki, a quello che ti avevo detto riguardo ai commenti dei maschi!
    Infatti mi vergogno del pensiero che ho avuto a riguardo, anche perché questo ragazzo in particolare ha problemi di tossicodipendenza (è un gruppo con tutte persone diverse, sono l'unica con DCA) e quindi credo sia abituato a vedere tipi di magrezza ben più emaciati e "distruttivi".
    Lui ovviamente nella mia ottica avrebbe dovuto evitare il commento, ma poverino voleva dirmelo per rassicurarmi, che ne sapeva di come l'avrei preso io?
    Ripeto - so che è un pensiero sbagliato, ma sempre nell'ottica del "devo essere sincera, con me stessa e con gli altri" ho voluto ammettere a voi ragazze quanto quel commento mi abbia destabilizzato e portato ancora più confusione

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    1. Penso che la sincerità, anche spietata, verso se stesse sia la chiave di volta per affrontare i nostri reali problemi ed emanciparci il più possibile dalle dinamiche disfunzionali che il DCA detta...
      ...il disagio provocato da quel commento è reale, ma tu stessa ora hai la lucidità e gli strumenti razionali ed emotivi per inquadrare il tutto nella giusta ottica (il vissuto di quel ragazzo, le sue intenzioni sicuramente buone ecc..).
      Il disagio del primo momento forse rimarrà sempre dinanzi a simili commenti; ciò che cambia - ed è ciò che più conta - è il modo in cui gestirai queste emozioni negative.

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  5. Ti capisco fin troppo bene Gly mi ritrovo in quasi tutto ...quando parli di mangiare poco tutta la settimana e dell'abbuffata imminente, le paure...i pensieri contrastanti io ora che ho deciso di cambiare e cercare di stare meglio mi sono proprio accorta di esserci dentro fino al collo, davvero non è facile...ma dobbiamo tenere duro. Ti stringo forte forte...:*

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