Da una parte ho fatto una cazzata, dall'altra penso "meno male che l'ho fatto".
Vi ho detto che ho chiesto a mia mamma di togliere di mezzo la bilancia, per cui on sapevo il mio peso da due settimane circa.
Ecco, poco fa mi è venuta la tentazione ho cercato la bilancia, l'ho trovata e mi sono pesata.
55.4
Non ci potevo credere.
Ancora.
Ancora chili, ancora grasso, ancora aumenti su aumenti.
Basta, non è possibile che due settimane fa pesavo 54 e ora 55,4.
Okay, ci sono stati giorni in cui ho esagerato, ma mi sono sempre limitata e non sono mai andata oltre le 2000 calorie.. E per il resto ho mangiato come mio solito.
E in tutto ciò ho anche sempre fame, vaffanculo.
Odio dirlo, ma ho fame.
E voi direte "mangia, non ti far influenzare dalla malattia"
Ma no, io non mi faccio influenzare da niente, mangerei ben volentieri! Non ho paura del cibo, fosse per me mangerei.
Ma questi sono gli effetti, quindi non posso.
Mi basterebbe fermarmi.
Non voglio dimagrire, va benissimo così, vaffanculo, vanno bene anche 55 chili, ma BASTA!
Come faccio ad essere tranquilla con il cibo e a non pesarmi se poi aumento inesorabilmente??
Le persone normali non si pesano ogni giorno, non contano le calorie, non si privano di cibo se hanno fame o si vogliono togliere uno sfizio...Ma non aumentano neanche di un chilo a settimana!!!
Ho dovuto sfogarmi qui per non rischiare di abbuffarmi per la delusione e lo schifo o scaricare tutto su mia madre al suo rientro.
Un'altra prova: 2 settimane.
Il 19 gennaio mi peserò di nuovo, nel frattempo devo fare due settimane più pulite possibile, cercando di non restringere e non esagerare allo stesso tempo.
Devo stare il più possibile attenta ai segnali del mio corpo e concentrarmi nel distinguere la fame reale - che devo placare per non rischiare abbuffate - dalla fame nervosa.
Appena il tempo lo permette torno a correre a giorni alterni (le previsioni mi fanno sperare su giovedì...Lo spero davvero perché è dal 30 che non faccio una corsa fatta bene visto che il 2 ho provato ad andare ma sono dovuta tornare dopo mezz'ora scarsa per la pioggia)...
E niente, più di così non so che fare.
Se questo non dovesse bastare sarò condannata a diventare pian piano sovrappeso e poi obesa (o a lasciare l'università per dedicarmi allo sport 16 ore al giorno).
Io ora vi saluto e cerco di calmarmi e continuare la mia vita come se non avessi visto quel numero.
Se il 19 settembre sarò aumentata ancora andrò di corsa dalla mia nutrizionista, anche se a questo punto mi sembra tutto inutile...
Gly
martedì 5 gennaio 2016
lunedì 4 gennaio 2016
L'auto-terapia del "fare": la clownterapia
Dato che nel mio post "di ritorno" ho accennato a vari elementi della mia vita che si sono modificati in questo periodo e di varie cose "messe in pentola" per la costruzione della mia nuova vita, vorrei man mano parlarvene tramite alcuni post che intitolerò "l'auto-terapia del "fare"".
Parlo di auto-terapia anche perché non vi ho ancora detto che da settembre ho lasciato la mia terapia con lo psicologo perché eravamo ad un punto di stallo e quindi per ora mi sto occupando da sola della mia ripresa.
Poi vi parlerò anche delle motivazioni per cui sono arrivata a questa scelta, ma intanto volevo spiegarvi il motivo per cui la definisco un'auto-terapia :).
Insomma, vi ho accennato e avete visto su Facebook alla mia esperienza come clown in pediatria.
Ho iniziato ad inizio novembre già l'aver iniziato è stato un successo, visto che al termine del primo (di 5) giorno di formazione volevo già lasciare perché "ma che mi metto a fare un altro impegno? e poi con lo studio come faccio? ma perdo un sacco di tempo! e se poi inizio e non ci vado mai?"
Ma insomma, ho tenuto duro, ho terminato la formazione, disegnato e colorato il mio camice ed iniziato ad andare in reparto.
Ovviamente, ogni volta che devo andare, prima di uscire di casa, vorrei ficcarmi sotto le coperte e non andarci.
Come per tutto, nel momento in cui devo fare lo sforzo ed uscire di casa per fare QUALSIASI cosa mi assale il pensiero "ma in fondo in questo momento sono serena e tranquilla a casa, perché dovrei andare e magari rischiare che ci siano situazioni disagevoli?"
Però insomma, rispetto ai famosi 9 mesi fa sono pochissime le volte in cui ascolto quella voce: la maggior parte delle volte scelgo di vivere.
Okay, okay, vi mancavano i miei preamboli lunghissimi, vero?
Beh passiamo al dunque... Volevo parlarvi di due elementi della clownterapia che si sono rivelati essere terapeutici..Per me.
Insomma, andiamo lì per cercare di portare un sorriso sul volto dei pazienti e fargli dimenticare per un breve lasso di tempo la loro condizione, nella speranza che questo li aiuti nella guarigione (e sì, ci sono basi scientifiche per il detto "ridere fa bene alla salute"), ma alla fine mi rendo conto che sono quasi più i benefici che porta a noi clown.
Nel mio ultimo post Euridice ha commentato raccontando la sua esperienza come clown e di come abbia smesso perché si facesse coinvolgere troppo dalle situazioni e non riuscisse a reggere il carico emotivo.
Ovviamente ognuno reagisce in modo diverso alla sofferenza altrui e anche nell'ambito del nostro gruppo c'è chi scoppia a piangere ogni volta (per fortuna ci hanno "addestrato" a farlo fuori dal reparto!) e chi invece rimane apparentemente indifferente (indovinate un po' chi fa parte delle cosiddette "facce di bronzo"?)
Io non scoppio a piangere e terminato il servizio chiacchiero tranquillamente come se niente fosse.
Ma solo perché metabolizzo a modo mio (e poi ve l'ho sempre detto che io non piango per tristezza, ma solo per rabbia!)
In ogni caso, qualunque sia la reazione immediata, stare a contatto con bambini e anche ragazzi quasi tuoi coetanei la cui vita è condizionata da una malattia biologica (e parlo di malattia biologica perché nei reparti in cui vado io si parla solo di malattie strettamente fisiche, ma sarebbe lo stesso se parlassimo di reparti di psichiatria, ovviamente) è sicuramente qualcosa che ti da emozioni forti.
Ecco, è questo che mi fa bene: le emozioni forti.
Io ne ho davvero bisogno, visto che il mio disturbo alimentare è coinciso con l'apatia più totale e provare gioia, dolore, esaltazione, delusione è un qualcosa a cui non sono più abituata, ma che è fondamentale per ritrovare i piaceri della vita.
C'è poi un altro elemento che mi ha fatto tanto, tanto riflettere, fin dal corso di formazione, cioè la maschera.
Il clown nasce per essere una figura grottesca, è l'esaltazione del brutto umano.
Poi ovviamente viene adattato ad un essere colorato e vivace per evitare di spaventare i bimbi (che già di per sé ne sono spesso terrorizzati) perché, insomma, vogliamo farli ridere, mica farli filosofeggiare sul brutto umano.
(E questo è il motivo per cui il mio personaggio clown è un coniglio e non un essere alto, grosso e goffo e con un naso da maiale...perché se dovessi pensare veramente ad un mio "clown interiore" sarebbe così)
Però insomma, senza divagare, questo aspetto caricaturale è un qualcosa che durante la vita quotidiana si tende a limitare il più possibile per adattarsi alle convenzioni.
E da un lato meno male, eh!
Altrimenti vedremmo in giro gente che si scaccola o si gratta il sedere senza pudore, da bravo discendente della scimmia.
Però quando, come nel mio caso, l'autolimitazione supera quelle che sono le limitazioni del vivere sociale, la possibilità di essere un po' caricature di se stessi serve.
Insomma, quando sono il mio personaggio clown non sono io e non me ne frega niente se verrà giudicato stupido o brutto o anche grasso, l'importante è che questo faccia ridere, tutto il resto mi scivola addosso.
E quindi la maschera mi serve per disinibirmi, per fregarmene dei giudizi.. Sperando in futuro di riuscire a farlo con la faccia pulita.
Gly
Parlo di auto-terapia anche perché non vi ho ancora detto che da settembre ho lasciato la mia terapia con lo psicologo perché eravamo ad un punto di stallo e quindi per ora mi sto occupando da sola della mia ripresa.
Poi vi parlerò anche delle motivazioni per cui sono arrivata a questa scelta, ma intanto volevo spiegarvi il motivo per cui la definisco un'auto-terapia :).
Insomma, vi ho accennato e avete visto su Facebook alla mia esperienza come clown in pediatria.
Ho iniziato ad inizio novembre già l'aver iniziato è stato un successo, visto che al termine del primo (di 5) giorno di formazione volevo già lasciare perché "ma che mi metto a fare un altro impegno? e poi con lo studio come faccio? ma perdo un sacco di tempo! e se poi inizio e non ci vado mai?"
Ma insomma, ho tenuto duro, ho terminato la formazione, disegnato e colorato il mio camice ed iniziato ad andare in reparto.
Ovviamente, ogni volta che devo andare, prima di uscire di casa, vorrei ficcarmi sotto le coperte e non andarci.
Come per tutto, nel momento in cui devo fare lo sforzo ed uscire di casa per fare QUALSIASI cosa mi assale il pensiero "ma in fondo in questo momento sono serena e tranquilla a casa, perché dovrei andare e magari rischiare che ci siano situazioni disagevoli?"
Però insomma, rispetto ai famosi 9 mesi fa sono pochissime le volte in cui ascolto quella voce: la maggior parte delle volte scelgo di vivere.
Okay, okay, vi mancavano i miei preamboli lunghissimi, vero?
Beh passiamo al dunque... Volevo parlarvi di due elementi della clownterapia che si sono rivelati essere terapeutici..Per me.
Insomma, andiamo lì per cercare di portare un sorriso sul volto dei pazienti e fargli dimenticare per un breve lasso di tempo la loro condizione, nella speranza che questo li aiuti nella guarigione (e sì, ci sono basi scientifiche per il detto "ridere fa bene alla salute"), ma alla fine mi rendo conto che sono quasi più i benefici che porta a noi clown.
Nel mio ultimo post Euridice ha commentato raccontando la sua esperienza come clown e di come abbia smesso perché si facesse coinvolgere troppo dalle situazioni e non riuscisse a reggere il carico emotivo.
Ovviamente ognuno reagisce in modo diverso alla sofferenza altrui e anche nell'ambito del nostro gruppo c'è chi scoppia a piangere ogni volta (per fortuna ci hanno "addestrato" a farlo fuori dal reparto!) e chi invece rimane apparentemente indifferente (indovinate un po' chi fa parte delle cosiddette "facce di bronzo"?)
Io non scoppio a piangere e terminato il servizio chiacchiero tranquillamente come se niente fosse.
Ma solo perché metabolizzo a modo mio (e poi ve l'ho sempre detto che io non piango per tristezza, ma solo per rabbia!)
In ogni caso, qualunque sia la reazione immediata, stare a contatto con bambini e anche ragazzi quasi tuoi coetanei la cui vita è condizionata da una malattia biologica (e parlo di malattia biologica perché nei reparti in cui vado io si parla solo di malattie strettamente fisiche, ma sarebbe lo stesso se parlassimo di reparti di psichiatria, ovviamente) è sicuramente qualcosa che ti da emozioni forti.
Ecco, è questo che mi fa bene: le emozioni forti.
Io ne ho davvero bisogno, visto che il mio disturbo alimentare è coinciso con l'apatia più totale e provare gioia, dolore, esaltazione, delusione è un qualcosa a cui non sono più abituata, ma che è fondamentale per ritrovare i piaceri della vita.
C'è poi un altro elemento che mi ha fatto tanto, tanto riflettere, fin dal corso di formazione, cioè la maschera.
Il clown nasce per essere una figura grottesca, è l'esaltazione del brutto umano.
Poi ovviamente viene adattato ad un essere colorato e vivace per evitare di spaventare i bimbi (che già di per sé ne sono spesso terrorizzati) perché, insomma, vogliamo farli ridere, mica farli filosofeggiare sul brutto umano.
(E questo è il motivo per cui il mio personaggio clown è un coniglio e non un essere alto, grosso e goffo e con un naso da maiale...perché se dovessi pensare veramente ad un mio "clown interiore" sarebbe così)
Però insomma, senza divagare, questo aspetto caricaturale è un qualcosa che durante la vita quotidiana si tende a limitare il più possibile per adattarsi alle convenzioni.
E da un lato meno male, eh!
Altrimenti vedremmo in giro gente che si scaccola o si gratta il sedere senza pudore, da bravo discendente della scimmia.
Però quando, come nel mio caso, l'autolimitazione supera quelle che sono le limitazioni del vivere sociale, la possibilità di essere un po' caricature di se stessi serve.
Insomma, quando sono il mio personaggio clown non sono io e non me ne frega niente se verrà giudicato stupido o brutto o anche grasso, l'importante è che questo faccia ridere, tutto il resto mi scivola addosso.
E quindi la maschera mi serve per disinibirmi, per fregarmene dei giudizi.. Sperando in futuro di riuscire a farlo con la faccia pulita.
Gly
domenica 3 gennaio 2016
A volte ritornano
Sono 9 mesi che sono sparita.
Oggi torno e mentirei se vi dicessi che torno a mostrarvi come io sia guarita, abbia una vita perfetta e non pensi più al cibo, alle calorie e al peso.
Però mentirei anche se vi dicessi che in questo periodo non è cambiato nulla, che sono la stessa Gly di 9 mesi fa.
Non lo sono e vi racconto perché.
Il primo dato, il più evidente e che penso che chi mi ha tra gli amici di Facebook ha potuto vedere, è che sono ingrassata.
Anzi, come dice il mio ragazzo "hai RIpreso peso".
Insomma, chiamiamola come ci pare, ma l'ultima volta che mi sono pesata ero a 54 chili.
Questo è stato prima di Natale (non che il fatto che ci sia Natale di mezzo significhi qualcosa: ho mangiato meno nei giorni di festa che gli altri giorni), poi ho chiesto ai miei di togliere di mezzo la bilancia.
Insomma, questo era il primo punto.
Purtroppo il ciclo ancora non c'è e quindi non posso fare molto se non pregare di riuscire a mantenermi e non aumentare ancora.
Lo so che è un pensiero da persona malata, ma non ho mai detto di essermi fatta il lavaggio del cervello, no? Insomma, non agisco nel cercare di dimagrire, ma se devo essere sincera la paura dell'ingrassare c'è sempre (e infondo dai, quale donna non ha paura di ingrassare?)
Però non mi voglio dilungare troppo su questo punto, passiamo agli altri cambiamenti.
Parliamo di altro, chi se ne frega che peso 54 chili o forse più!
Parliamo del fatto che vado a correre perché ho energia.
Parliamo del fatto che a capodanno sono stata in piedi fino alle 7 perché il mio ragazzo era ubriaco marcio e gli dovevo stare vicino mentre vomitava e mi sono occupata di lui perché avevo energia.
Parliamo del fatto che mi sono stufata di avere una vita fatta di studio e cibo e basta e che mi sono messa in gioco iniziando ad andare in reparto (su mia personale richiesta ad un medico, non perché sia previsto dall'università), ma anche a fare clownterapia per i bambini ricoverati.
E che durante i mesi di lezioni mi fermavo a studiare in università per stare in compagnia e tornavo a casa la sera dopo 12 ore che ero in giro distrutta, ma pronta a ricominciare il giorno successivo.
E che però trovavo e trovo anche il tempo di vedere il mio ragazzo più volte a settimana e, quando riusciamo ad organizzarci, anche le mie amiche storiche, perché che palle studiare tutto il giorno, ho bisogno di uno svago!
E sottolineo svago, non dovere per mantenere i contatti altrimenti ti dicono che sei sparita.
Avrei tante cose di cui parlare, ma forse è meglio che per ora mi fermi qui perché nonostante stia solo scrivendo sulla tastiera di un pc sono emozionata e un po' spaventata da questo ritorno e non voglio scaricarvi addosso 9 mesi di assenza tutti insieme.
Voglio passare a vedere come state voi, anche se di alcune ho notizie grazie a Facebook.. Ma per quanto sia bello poter vedere voi come persone nel complesso, si sa che il blog è un'altra cosa rispetto alla pagina Facebook.
Vi saluto per ora e spero di poter essere la bentornata :)
Gly
Oggi torno e mentirei se vi dicessi che torno a mostrarvi come io sia guarita, abbia una vita perfetta e non pensi più al cibo, alle calorie e al peso.
Però mentirei anche se vi dicessi che in questo periodo non è cambiato nulla, che sono la stessa Gly di 9 mesi fa.
Non lo sono e vi racconto perché.
Il primo dato, il più evidente e che penso che chi mi ha tra gli amici di Facebook ha potuto vedere, è che sono ingrassata.
Anzi, come dice il mio ragazzo "hai RIpreso peso".
Insomma, chiamiamola come ci pare, ma l'ultima volta che mi sono pesata ero a 54 chili.
Questo è stato prima di Natale (non che il fatto che ci sia Natale di mezzo significhi qualcosa: ho mangiato meno nei giorni di festa che gli altri giorni), poi ho chiesto ai miei di togliere di mezzo la bilancia.
Insomma, questo era il primo punto.
Purtroppo il ciclo ancora non c'è e quindi non posso fare molto se non pregare di riuscire a mantenermi e non aumentare ancora.
Lo so che è un pensiero da persona malata, ma non ho mai detto di essermi fatta il lavaggio del cervello, no? Insomma, non agisco nel cercare di dimagrire, ma se devo essere sincera la paura dell'ingrassare c'è sempre (e infondo dai, quale donna non ha paura di ingrassare?)
Però non mi voglio dilungare troppo su questo punto, passiamo agli altri cambiamenti.
Parliamo di altro, chi se ne frega che peso 54 chili o forse più!
Parliamo del fatto che vado a correre perché ho energia.
Parliamo del fatto che a capodanno sono stata in piedi fino alle 7 perché il mio ragazzo era ubriaco marcio e gli dovevo stare vicino mentre vomitava e mi sono occupata di lui perché avevo energia.
Parliamo del fatto che mi sono stufata di avere una vita fatta di studio e cibo e basta e che mi sono messa in gioco iniziando ad andare in reparto (su mia personale richiesta ad un medico, non perché sia previsto dall'università), ma anche a fare clownterapia per i bambini ricoverati.
E che durante i mesi di lezioni mi fermavo a studiare in università per stare in compagnia e tornavo a casa la sera dopo 12 ore che ero in giro distrutta, ma pronta a ricominciare il giorno successivo.
E che però trovavo e trovo anche il tempo di vedere il mio ragazzo più volte a settimana e, quando riusciamo ad organizzarci, anche le mie amiche storiche, perché che palle studiare tutto il giorno, ho bisogno di uno svago!
E sottolineo svago, non dovere per mantenere i contatti altrimenti ti dicono che sei sparita.
Avrei tante cose di cui parlare, ma forse è meglio che per ora mi fermi qui perché nonostante stia solo scrivendo sulla tastiera di un pc sono emozionata e un po' spaventata da questo ritorno e non voglio scaricarvi addosso 9 mesi di assenza tutti insieme.
Voglio passare a vedere come state voi, anche se di alcune ho notizie grazie a Facebook.. Ma per quanto sia bello poter vedere voi come persone nel complesso, si sa che il blog è un'altra cosa rispetto alla pagina Facebook.
Vi saluto per ora e spero di poter essere la bentornata :)
Gly
giovedì 9 aprile 2015
Festeggio una settimana di ripresa, ma voglio che sia solo l'inizio di una vita intera
Vi scrivo oggi perché è una settimana completa dall'inizio della mia ripresa.
Questa settimana non mi sono abbuffata, ma mi sono concessa degli sfizi.
Questa settimana non ho avuto il mal di pancia ed il malumore post abbuffata, ma un paio di volte ho mangiato del formaggio (un pezzetto, senza scatenare l'abbuffata), del cioccolato (fondente <3) e oggi anche un bel gelato a pranzo (cioccolato e mela e cannella, buonissimo!).
Questa settimana ho deciso di ascoltare di più il mio corpo, sono stata più rilassata, ho continuato a non pesare la maggior parte degli alimenti, ma sono riuscita a non farmi distruggere dall'incertezza.
Il peso è tornato alla normalità (ieri mi sono pesata anche se non appena alzata, ma prima di pranzo, ed era 48.3) ma ora voglio cercare di non pesarmi per almeno una settimana.
L'ho fatto per la curiosità di vedere se effettivamente avevo ragione che quello dalla nutrizionista era un peso fittizio, ma ora non voglio più saperlo perché ho capito che ogni volta che salgo sulla bilancia questo mi provoca ansia e quindi voglio cercare di evitarla: la cosa che mi fa stare meglio non è sapere il peso, è il mangiare equilibrato e avere la consapevolezza che se ho una giornata più impegnativa o sento di avere fame posso permettermi qualcosina in più perché non ho assunto grassi e carboidrati inutili in momenti in cui mi servivano, quindi prendo l'energia nel momento in cui ne ho bisogno.
Martedì sono andata all'incontro di gruppo dallo psicologo e, dopo 3 settimane che rimanevo muta per tutta la durata dell'incontro, mi sono fatta forza e di mia iniziativa ho raccontato di cosa è successo nell'ultimo periodo, delle abbuffate, dell'incontro con la nutrizionista di come mi sono sentita presa in giro.
Davanti a 7 persone ho pronunciato la parola "abbuffata".
Fino a pochi mesi fa non l'avevo MAI detta a voce alta.
Mi sento energica, positiva, assorbo l'energia del sole che finalmente ci scalda in questi giorni e la faccio mia.
Ieri ho visto il mio ragazzo, abbiamo programmato un week end fuori per usare lo smartbox che mi ha regalato a Natale.
Ero felice di programmare, non vedo l'ora di partire con lui, non ho pensato neanche una volta a come farò a stare due giorni dovendo mangiare fuori.
Oggi ho visto una delle mie migliori amiche, non la vedevo da febbraio e abbiamo camminato praticamente senza sosta dalle 3 alle 6, chiacchierando e godendoci il sole ed il calore primaverile.
Il gelato mi ha dato le energie, altrimenti probabilmente dopo un po' avrei avuto un calo di zuccheri seguito da malumore e nervosismo ed avrei inventato una scusa per tornare a casa.
Invece sono stata bene, non mi sono fermata un attimo e quando sono arrivata a casa ero distrutta, ma ho trovato le ultime forze per farmi una doccia e ora tra un po' ceniamo e poi mi godo il meritato riposo :)
So che vi ho riempito di "fotografie" di episodi sconnessi tra loro, ma sono momenti che descrivono il mio star bene, la mia voglia di vita e di amore.
Ultimamente ho scritto "sinceramente tra l'anoressia e la bulimia preferisco la prima".
No, non la voglio.
La bulimia mi fa sentire uno schifo, gonfia, grassa, in colpa.
L'anoressia mi fa sentire debole, nervosa, insofferente.
Non voglio niente di tutto ciò.
Voglio essere allegra, dolce, concentrata e presente in quello che faccio.
Voglio che ogni giornata sia come una festa a sorpresa, di cui io sono sia l'organizzatrice che la festeggiata.
Tante cose possono andare storte nell'organizzare una festa a sorpresa, ma alla fine bisogna festeggiare e si supera tutto, l'importante è esserci e stare con le persone che ti vogliono bene.
Questa settimana non mi sono abbuffata, ma mi sono concessa degli sfizi.
Questa settimana non ho avuto il mal di pancia ed il malumore post abbuffata, ma un paio di volte ho mangiato del formaggio (un pezzetto, senza scatenare l'abbuffata), del cioccolato (fondente <3) e oggi anche un bel gelato a pranzo (cioccolato e mela e cannella, buonissimo!).
Questa settimana ho deciso di ascoltare di più il mio corpo, sono stata più rilassata, ho continuato a non pesare la maggior parte degli alimenti, ma sono riuscita a non farmi distruggere dall'incertezza.
Il peso è tornato alla normalità (ieri mi sono pesata anche se non appena alzata, ma prima di pranzo, ed era 48.3) ma ora voglio cercare di non pesarmi per almeno una settimana.
L'ho fatto per la curiosità di vedere se effettivamente avevo ragione che quello dalla nutrizionista era un peso fittizio, ma ora non voglio più saperlo perché ho capito che ogni volta che salgo sulla bilancia questo mi provoca ansia e quindi voglio cercare di evitarla: la cosa che mi fa stare meglio non è sapere il peso, è il mangiare equilibrato e avere la consapevolezza che se ho una giornata più impegnativa o sento di avere fame posso permettermi qualcosina in più perché non ho assunto grassi e carboidrati inutili in momenti in cui mi servivano, quindi prendo l'energia nel momento in cui ne ho bisogno.
Martedì sono andata all'incontro di gruppo dallo psicologo e, dopo 3 settimane che rimanevo muta per tutta la durata dell'incontro, mi sono fatta forza e di mia iniziativa ho raccontato di cosa è successo nell'ultimo periodo, delle abbuffate, dell'incontro con la nutrizionista di come mi sono sentita presa in giro.
Davanti a 7 persone ho pronunciato la parola "abbuffata".
Fino a pochi mesi fa non l'avevo MAI detta a voce alta.
Mi sento energica, positiva, assorbo l'energia del sole che finalmente ci scalda in questi giorni e la faccio mia.
Ieri ho visto il mio ragazzo, abbiamo programmato un week end fuori per usare lo smartbox che mi ha regalato a Natale.
Ero felice di programmare, non vedo l'ora di partire con lui, non ho pensato neanche una volta a come farò a stare due giorni dovendo mangiare fuori.
Oggi ho visto una delle mie migliori amiche, non la vedevo da febbraio e abbiamo camminato praticamente senza sosta dalle 3 alle 6, chiacchierando e godendoci il sole ed il calore primaverile.
Il gelato mi ha dato le energie, altrimenti probabilmente dopo un po' avrei avuto un calo di zuccheri seguito da malumore e nervosismo ed avrei inventato una scusa per tornare a casa.
Invece sono stata bene, non mi sono fermata un attimo e quando sono arrivata a casa ero distrutta, ma ho trovato le ultime forze per farmi una doccia e ora tra un po' ceniamo e poi mi godo il meritato riposo :)
So che vi ho riempito di "fotografie" di episodi sconnessi tra loro, ma sono momenti che descrivono il mio star bene, la mia voglia di vita e di amore.
Ultimamente ho scritto "sinceramente tra l'anoressia e la bulimia preferisco la prima".
No, non la voglio.
La bulimia mi fa sentire uno schifo, gonfia, grassa, in colpa.
L'anoressia mi fa sentire debole, nervosa, insofferente.
Non voglio niente di tutto ciò.
Voglio essere allegra, dolce, concentrata e presente in quello che faccio.
Voglio che ogni giornata sia come una festa a sorpresa, di cui io sono sia l'organizzatrice che la festeggiata.
Tante cose possono andare storte nell'organizzare una festa a sorpresa, ma alla fine bisogna festeggiare e si supera tutto, l'importante è esserci e stare con le persone che ti vogliono bene.
giovedì 2 aprile 2015
Raggiunto il culmine della tempesta, spero in un po' di quiete.
Oggi sono andata alla visita di controllo con la nuova nutrizionista, che come sapete sostituisce la mia che è in maternità.
Sono arrivata a questa giornata distrutta.
Dall'ultima visita, 3 settimane fa, c'è stato un periodo veramente di merda.
Abbuffate anche 3 volte a settimana, tensione continua, mancanza di sonno e, cosa forse più disagevole di tutte, stitichezza persistente.
Scusate l'argomento poco elegante, ma dopo che venerdì ho dovuto prendere un lassativo perché era una settimana che non andavo, adesso sono di nuovo 5 giorni e non riesco neanche a tenere la schiena dritta per quanto mi sento gonfia (ci sono state anche ben 2 abbuffate nel frattempo.
Insomma, morale della favola oggi questa nuova dottoressa mi pesa: 50.3.
Ha reagito ESATTAMENTE come mi aspettavo, con un
"Brava, finalmente abbiamo invertito il trend, ottimo, bla bla bla".
MA VAFFANCULO, con tutto il cuore.
Prima di tutto anche se fossi davvero arrivata ad un peso di 50,3 ci sarei arrivata nel modo più sbagliato possibile, mandando a puttane il metabolismo tra abbuffate e restrizioni e dovrebbe essere un campanello di allarme, non una cosa positiva (ovviamente le avevo già parlato delle abbuffate di questo periodo, quindi già sapeva che è stato un periodo di merda).
Poi vabbè, io sono consapevole che il peso non è reale perché ho una settimana di cibo nell'intestino (e io mangio molta, molta verdura... Poi lunedì mi ero pesata ed ero 48.3, figuriamoci), ma non è quello che mi ha fatto incazzare.
Mi fa incazzare che finché mantenevo un'alimentazione equilibrata, anche se un po' scarsa, ma giusta, mi beccavo i cazziatoni.
Vengo qui dicendoti che ho fatto schifo, che mi sono abbuffata e ho ristretto, che il mio corpo non ce la fa più, sono piegata in due per il gonfiore, non dormo, sono sempre debole e ho continui crampi al piede.....
Ma BRAVA solo perché il numerino sulla bilancia è più alto dell'ultima volta.
Poi siamo noi quelle che danno troppo peso ai numeri, eh?
Tra le lacrime ho cercato di spiegarle che quel risultato NON lo vedo assolutamente come positivo, proprio per questi motivi, e che sto molto peggio di prima fisicamente.
Sembrava un coniglietto spaurito, non sapeva più che fare.
La visita è durata un totale di 20 minuti, poi penso sia andata nel panico e mi ha lasciato con la promessa che se mi crea tanta tensione il fatto di non avere dosi o indicazioni un po' più precise, la prossima settimana preparerà con la mia dott. un nuovo programma con qualche indicazione in più per aiutarmi a capire quali sono le quantità giuste.
Vedremo, per ora voglio solo riprendermi e cercare di mangiare regolarmente perché mi sento davvero uno schifo, sono un fascio di nervi e ieri ho costretto il mio ragazzo a corrermi dietro per strada per più di un'ora perché ho avuto un attacco di ansia fortissima mentre era da me e sono voluta uscire e ho camminato quasi correndo senza meta per quasi un'ora.
Domani parto, vado al paese.
Mi romperò le palle, ma ne approfitterò per studiare e magari stare un po' tranquilla.
Quasi quasi posso anche sperare di non sorbirmi pranzi di Pasqua perché mia nonna è ricoverata in ospedale e alla fine sto pranzi li facciamo per lei, spero che a nessun vada di organizzare niente.
Vi abbraccio forte e vi auguro buone vacanze, sperando che siano rigeneranti per tutte!
Un bacione
Sono arrivata a questa giornata distrutta.
Dall'ultima visita, 3 settimane fa, c'è stato un periodo veramente di merda.
Abbuffate anche 3 volte a settimana, tensione continua, mancanza di sonno e, cosa forse più disagevole di tutte, stitichezza persistente.
Scusate l'argomento poco elegante, ma dopo che venerdì ho dovuto prendere un lassativo perché era una settimana che non andavo, adesso sono di nuovo 5 giorni e non riesco neanche a tenere la schiena dritta per quanto mi sento gonfia (ci sono state anche ben 2 abbuffate nel frattempo.
Insomma, morale della favola oggi questa nuova dottoressa mi pesa: 50.3.
Ha reagito ESATTAMENTE come mi aspettavo, con un
"Brava, finalmente abbiamo invertito il trend, ottimo, bla bla bla".
MA VAFFANCULO, con tutto il cuore.
Prima di tutto anche se fossi davvero arrivata ad un peso di 50,3 ci sarei arrivata nel modo più sbagliato possibile, mandando a puttane il metabolismo tra abbuffate e restrizioni e dovrebbe essere un campanello di allarme, non una cosa positiva (ovviamente le avevo già parlato delle abbuffate di questo periodo, quindi già sapeva che è stato un periodo di merda).
Poi vabbè, io sono consapevole che il peso non è reale perché ho una settimana di cibo nell'intestino (e io mangio molta, molta verdura... Poi lunedì mi ero pesata ed ero 48.3, figuriamoci), ma non è quello che mi ha fatto incazzare.
Mi fa incazzare che finché mantenevo un'alimentazione equilibrata, anche se un po' scarsa, ma giusta, mi beccavo i cazziatoni.
Vengo qui dicendoti che ho fatto schifo, che mi sono abbuffata e ho ristretto, che il mio corpo non ce la fa più, sono piegata in due per il gonfiore, non dormo, sono sempre debole e ho continui crampi al piede.....
Ma BRAVA solo perché il numerino sulla bilancia è più alto dell'ultima volta.
Poi siamo noi quelle che danno troppo peso ai numeri, eh?
Tra le lacrime ho cercato di spiegarle che quel risultato NON lo vedo assolutamente come positivo, proprio per questi motivi, e che sto molto peggio di prima fisicamente.
Sembrava un coniglietto spaurito, non sapeva più che fare.
La visita è durata un totale di 20 minuti, poi penso sia andata nel panico e mi ha lasciato con la promessa che se mi crea tanta tensione il fatto di non avere dosi o indicazioni un po' più precise, la prossima settimana preparerà con la mia dott. un nuovo programma con qualche indicazione in più per aiutarmi a capire quali sono le quantità giuste.
Vedremo, per ora voglio solo riprendermi e cercare di mangiare regolarmente perché mi sento davvero uno schifo, sono un fascio di nervi e ieri ho costretto il mio ragazzo a corrermi dietro per strada per più di un'ora perché ho avuto un attacco di ansia fortissima mentre era da me e sono voluta uscire e ho camminato quasi correndo senza meta per quasi un'ora.
Domani parto, vado al paese.
Mi romperò le palle, ma ne approfitterò per studiare e magari stare un po' tranquilla.
Quasi quasi posso anche sperare di non sorbirmi pranzi di Pasqua perché mia nonna è ricoverata in ospedale e alla fine sto pranzi li facciamo per lei, spero che a nessun vada di organizzare niente.
Vi abbraccio forte e vi auguro buone vacanze, sperando che siano rigeneranti per tutte!
Un bacione
venerdì 27 marzo 2015
Non ce la faccio più
Sono in un momento di merda.
Mi faccio schifo, mi viene da vomitare.
Ieri sera mi sono abbuffata con pane e fette biscottate, non so perché, neanche mi andava ma non riuscivo a fermarmi, come se fosse un dovere.
Vabbè, mi dico, se voglio riattivare un po' questo metabolismo se mangio di più e poi mi muovo di più va bene.
Stamattina sono andata e tornata da lezione a piedi, circa 1 ora e 30 in tutto a passo spedito, così potevo pranzare normalmente e poi andare in biblioteca a studiare.
Torno a casa che era mezzogiorno, mamma non c'era.
Decido di aspettare un pochino ma mangiare comunque presto per andare prima possibile in biblio.
Poi però apro il frigo e vedo che mamma ha aperto quel pezzone di parmigiano che aveva comprato qualche giorno fa e che era rimasto in frigo impacchettato.
Merda.
Mi sento uno schifo, non so quanto ne avrò mangiato, penso 3 etti.
MILLEDUECENTO calorie di parmigiano.
Poi mamma è tornata, sono scoppiata, ho pianto finora.
Non riesco a studiare, tra un po' usciamo e facciamo un giro che mi devo comprare un paio di scarpe.
Ma io così non ce la faccio, da lunedì è la QUARTA volta che crollo.
Prima era una volta a settimana.
Adesso è la quarta volta in una settimana.
Lunedì a colazione ho mangiato una fetta enorme di un dolce che abbiamo fatto nel week end e, non contenta, formaggio dopo pranzo. Giornata sulle 1600-1700 calorie.
Martedì stessa situazione a colazione, ma ho compensato il resto del giorno.
Ieri quel cavolo di pane e fette biscottate, diamine. Penso di essere arrivata a quasi 2000 calorie.
Oggi neanche a dirlo, sarò già a 1500 e vorrei non mangiare mai più.
La vedo male, molto male.
"Ho paura della tua reazione se giovedì all'incontro con la nutrizionista dovessi essere aumentata di mezzo chilo".
Anch'io, mamma, anch'io.
Anche perché è praticamente una certezza, credo anche un chilo in più.
Mi sentirò sprofondare, sentirò che ormai è fatta, la via dell'ingrasso è presa e non potrò più fermarmi.
Tornerò a pesare 60 chili e tutti mi diranno come sono ingrassata e io già odio qualsiasi commento sul mio fisico, penso che finirò di crollare psicologicamente.
La nutrizionista sarà contenta, finalmente inizi ad aumentare.
Inizi?? Inizi??? Non è un inizio, è una fine, la fine di me.
Negli ultimi giorni mi sentivo meglio, giornate piene, mi sono messa alla prova cercando di essere un po' più partecipe alle cose che facevo, cercando di non vergognarmi e non sentirmi inadatta.
Ma è tutto inutile se ora sono qui, sul letto, con una pancia gonfia che urla pietà anche perché non vado in bagno da 5 giorni e già mi sentivo un pallone prima.
Vorrei aprirmi e tirare fuori stomaco e intestino, buttarli nel cesso e scaricare, finalmente libera.
Vorrei dormire tutta la vita.
Mi faccio schifo, mi viene da vomitare.
Ieri sera mi sono abbuffata con pane e fette biscottate, non so perché, neanche mi andava ma non riuscivo a fermarmi, come se fosse un dovere.
Vabbè, mi dico, se voglio riattivare un po' questo metabolismo se mangio di più e poi mi muovo di più va bene.
Stamattina sono andata e tornata da lezione a piedi, circa 1 ora e 30 in tutto a passo spedito, così potevo pranzare normalmente e poi andare in biblioteca a studiare.
Torno a casa che era mezzogiorno, mamma non c'era.
Decido di aspettare un pochino ma mangiare comunque presto per andare prima possibile in biblio.
Poi però apro il frigo e vedo che mamma ha aperto quel pezzone di parmigiano che aveva comprato qualche giorno fa e che era rimasto in frigo impacchettato.
Merda.
Mi sento uno schifo, non so quanto ne avrò mangiato, penso 3 etti.
MILLEDUECENTO calorie di parmigiano.
Poi mamma è tornata, sono scoppiata, ho pianto finora.
Non riesco a studiare, tra un po' usciamo e facciamo un giro che mi devo comprare un paio di scarpe.
Ma io così non ce la faccio, da lunedì è la QUARTA volta che crollo.
Prima era una volta a settimana.
Adesso è la quarta volta in una settimana.
Lunedì a colazione ho mangiato una fetta enorme di un dolce che abbiamo fatto nel week end e, non contenta, formaggio dopo pranzo. Giornata sulle 1600-1700 calorie.
Martedì stessa situazione a colazione, ma ho compensato il resto del giorno.
Ieri quel cavolo di pane e fette biscottate, diamine. Penso di essere arrivata a quasi 2000 calorie.
Oggi neanche a dirlo, sarò già a 1500 e vorrei non mangiare mai più.
La vedo male, molto male.
"Ho paura della tua reazione se giovedì all'incontro con la nutrizionista dovessi essere aumentata di mezzo chilo".
Anch'io, mamma, anch'io.
Anche perché è praticamente una certezza, credo anche un chilo in più.
Mi sentirò sprofondare, sentirò che ormai è fatta, la via dell'ingrasso è presa e non potrò più fermarmi.
Tornerò a pesare 60 chili e tutti mi diranno come sono ingrassata e io già odio qualsiasi commento sul mio fisico, penso che finirò di crollare psicologicamente.
La nutrizionista sarà contenta, finalmente inizi ad aumentare.
Inizi?? Inizi??? Non è un inizio, è una fine, la fine di me.
Negli ultimi giorni mi sentivo meglio, giornate piene, mi sono messa alla prova cercando di essere un po' più partecipe alle cose che facevo, cercando di non vergognarmi e non sentirmi inadatta.
Ma è tutto inutile se ora sono qui, sul letto, con una pancia gonfia che urla pietà anche perché non vado in bagno da 5 giorni e già mi sentivo un pallone prima.
Vorrei aprirmi e tirare fuori stomaco e intestino, buttarli nel cesso e scaricare, finalmente libera.
Vorrei dormire tutta la vita.
"Jenny è stanca
Jenny vuole dormire"
V.R.
martedì 24 marzo 2015
Quando ero bella.
Stanotte ho fatto un sogno.Ero ad una specie di festa, ma non una cosa da discoteca, più una sorta di festa tra adulti, magari tra colleghi.
Quel tipo di festa in cui gli uomini parlano di lavoro mentre i camerieri passano con vassoi di alcolici e le mogli gli stanno affianco e sono un po' una sorta di trofeo, sorridenti e servizievoli.
Io ero la moglie del mio ragazzo, ricordo solo che seguivo la conversazione riuscendo ad intervenire nel modo giusto, mi sentivo simpatica ed attraente.
Molto attraente, mi sentivo una gran figa ed ero sicura di far fare un figurone al mio ragazzo (anzi, marito).
Ad un certo punto gli dico "tesoro, vado un attimo in bagno" e mi allontano.
Trovo il bagno e mi guardo allo specchio, quindi vedo me stessa.
Ero in tiro dalla testa ai piedi ed indossavo un abito argentato tutto attillato e.....
Ero formosa!
Ero formosa quasi in modo esagerato, come quando nei cartoni per raffigurare la figa di turno esagerano alcune caratteristiche, tipo gli disegnano la vita larga quanto il braccio, una sesta di seno e i fianchi larghissimi.
Insomma, nel sogno ero quasi la caricatura di una donna formosa, ma mi guardavo allo specchio e mi sentivo attraente e sexy, consapevole che ogni uomo lì fuori invidiava il mio ragazzo.
Mi ha fatto sorridere ripensare al vestito che portavo perché è qualcosa che non metterei mai: odio tutto ciò che è argentato/dorato e non ho mai messo quel tipo di vestito.
Prima non lo mettevo perché avrebbe messo troppo in evidenza il mio sederone.
Ora non lo metto intanto perché non mi vesto mai bene, ma comunque mi è capitato di provare vestiti attillati e sembro un palo. Sono tristissima.
Non ricordo altro del sogno, solo queste scene e le sensazioni derivanti.
E mi ha fatto riflettere sul fatto che prima ero molto più bella di ora.
Prima avevo un sedere che non mi permetteva di entrare in una taglia 38 e neanche 40, ma che i ragazzi adoravano e nei momenti di intimità "puntavano" immediatamente.
Non ero perfetta, assolutamente, non ho mai avuto tette e da quel punto di vista la situazione non è molto diversa.
Ma mettevo in evidenza anche quello che non c'era, un push up e via di maglietta scollata!
Prima, il sesso mi piaceva.
Non perché mi provocasse particolare piacere, un orgasmo (con il sesso) non l'ho mai avuto.
Ma mi divertivo da morire!
Era un gioco, mi sentivo desiderabile e giocavo con il ragazzo fino a farlo impazzire.
Non perché adesso il ragazzo (che adesso è il mio attuale fidanzato) si comporti in modo diverso, lui è sempre pronto e mi dice sempre quanto gli piaccio e quanto mi desidera, anche di più di altri rapporti precedenti.
Ma IO non riesco a sentirmi desiderabile e di conseguenza non riesco a ritrovare quel divertimento, quel gioco che mi piaceva tanto.
Il mio culone da taglia 42 era grande, ma con una bella forma.
Ora è piatto (nonostante il nuoto), non ho più accenni di coulotte de cheval ne niente... Ma se lo tocchi senti solo ossa.
E lo stesso per il resto.
Prima, quando dovevo farmi il bagno, mi divertivo a guardarmi allo specchio nuda e fare un po' "la sexy" con la musica di sottofondo.
Ora se mi guardo di sfuggita mi faccio schifo ed entro immediatamente nella vasca, stendendomi piano per trovare la posizione giusta perché ogni osso mi fa male quando tocca il fondo duro della vasca.
Rifletto su queste cose e allo stesso tempo mi prende un infarto se vedo la bilancia segnare 49 o se supero le 1100 calorie o se mangio qualcosa che sia fuori dai cibi "sicuri".
Sono una delle persone più incoerenti su questa Terra.
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